Se qualcuno mi chiedesse quale strada mi è
piaciuta di più, gli
risponderei senza ombra di dubbio quella che congiunge Zion a Bryce,
la mitica "Highway 12 Scenic Byway"
che partendo da Panguitch arriva a Torrey.
Due ore di viaggio che non si vorrebbe finissero mai.
Strade con asfalto rossastro, tornanti tra archi di rocce e tutto
intorno tantissima vegetazione a fare da cornice.
Si viaggia praticamente su un grande altipiano con sullo sfondo il Grand Staircase Escalante National Monument quasi ad indicarci la strada.
Si attraversa poi il Red Canyon, una formazione di rocce rosse che
lambiscono la strada colorando tutto il tragitto.
Ma non è solo la presenza di montagne ai lati a dare a questa strada
un qualche cosa di suggestivo e magico. Capisci che sei veramente nel
lontano west che tante volte hai sentito dire, ma che non sei mai
riuscito a spiegare perché avesse questo fascino.
E' un mix di pascoli, di cow boy che galoppano liberi, di campi che
si perdono a vista d'occhio il tutto incastonato con in lontananza le
rocce rosse del territorio.
Questo è lo scenario che si scolpisce nelle pupille e nel cuore di chi
viaggia in quella parte dello Utah.
E' un mix di aromi e sensazioni che aiutati dalle note di John Denver
vi fa sentire come in Paradiso.
Come per incantesimo capisci il vero senso del termine libertà. Perché
in quella parte di mondo il tempo scorre più lento, perché la gente
del posto ha sempre il sorriso sulla bocca, perché non esistono crisi
politiche o finanziarie, tutto scorre secondo i ritmi della natura.
Tutto inizia all'alba e termina al tramonto.
Ora capisco perché in USA il limite di velocità è tanto
basso, altrimenti non si farebbe in tempo ad assaggiarne gli
ingredienti migliori.
Mano a mano che ci si avvicina alla meta si cerca di scorgere il parco
che tante volte ho visto in foto, tante volte ho ammirato su internet
e ancor più volte ne ho letto le sue bellezze.
Ma nulla. Ti aspetti, in ossequio al suo nome, un canyon con le
celebri formazioni rocciose, gli hoodoo.
Allora entri nel parco con ansia, lasci l'auto nel parcheggio e vedi
che tutti i turisti si fermano lungo un corri mano di legno; ti
affacci e rimani a bocca aperta.
Non è un canyon, ma un insieme di "anfiteatri" scavati nella roccia di
questo immenso plateau. Fate conto che un pavimento immenso di roccia
si sbricioli e al suo interno il tempo crei tante guglie rosse,
gialle o arancio. L'impatto è notevole, superiore anche alla vista del Delicate
Arch,
perché Bryce
è immenso, maestoso e unico. Però è tutto raccolto
lì, come un cofanetto pieno di gioielli.
Allora cerchi di salire fino al vista point più alto (mi sembra fosse
Bryce Point, comunque intorno ai 2600 metri di altezza) perché vuoi
immortalarlo e portarlo via con te.
Ma tutto è inutile, nonostante le foto siano venute benissimo, manca
la profondità, la maestosità. Manca il vento fresco che rumoreggia
ovunque ti giri. Come sensazione mi ricorda molto la prima volta che
mi affacciai nel South Rim del Grand Canyon.
Ti senti così piccolo, fino a pochi secondi prima credevi che il
mondo ti girasse intorno e invece ti accorgi che sei solo un
accessorio!
Ma dopo pochi minuti il vista point, come sempre, ti risulta stretto. Hai voglia di
passare in mezzo a tutte quelle colonne.
Bryce offre talmente tante escursioni che dovrete pianificare bene il
tutto se non volete perdervi nei suoi sentieri.
I tragitti variano in lunghezza e difficoltà: dal Rim Trial,
praticamente un percorso che congiunge tutti i vista point più
frequentati (Sunset, Sunrise e Bryce)
fino al Fairyland Trial che
vi porta a vedere il parco da una posizione defilata.
Tra tutti io ho scelto (su consiglio della mia guida "personale" Caduceus) il Navajo Loop Trial, abbastanza semplice ma vi permette di
passare nella Silent City (infatti sembra di attraversare una città
silenziosa fatta di tanti grattacieli), agganciare la Queen's Garden e
in fine raggiungere Wall Street.
Avevo letto di questo tratto di percorso nella guida e sapete
quando vi idealizzate in mente una cosa, e poi vi accorgete che nella
realtà è tutt'altro. Bene Wall Street è tutt'altro di quello che
potreste mai pensare.
Si attraversa una specie di grotta (che grotta non è, ma un canyon
strettissimo) e di colpo avrete davanti un muro di roccia che può
essere scalato solo zigzagando su un sentiero ripidissimo, talmente ripido che nel tragitto la frase che vi suonerà nelle
orecchie è "ma perché non mi sono fermato al vista point"!
Scherzo, una volta superato questo scoglio avrete al vostro fianco
una delle colonne più "fragili" e più famose del parco, la Thor's
Hammer. E pensare che dicono sia in pericolo di caduta, ma è lì da
talmente tanto tempo che forse anche quel singolo hoodoo è stanco di rimanersene
silenzioso e immobile!
Bryce raggiunge il suo apice di bellezza verso sera, quando i raggi
cominciano ad arrivare inclinati e dipingono gli hoodoo di tutte le tonalità del
rosso e dell'arancio. Che spettacolo!!! In quei momenti fai pace con l'universo
e ti viene mente la frase "oggi è un bel giorno per morire".
Purtroppo il lodge interno al parco era tutto esaurito. Peccato perché dopo l'esperienza stellare di Zion mi sarebbe piaciuto
soggiornare a contatto con il parco.
Poco male, dato che avevo prenotato nel Best Western Ruby's Inn a
pochissime miglia (un paio) dal parco. Praticamente non è un hotel ma
un vero e proprio villaggio. Infatti nell'hotel avete un megastore che
vende dal pugnale indiano alle fotocamere digitali, dai muffin alla banana al
succo d'acero in confezione da 1 gallone, non si sa mai.
E poi ristorante, fast food e una sala dove potrete prenotare tutti i
tipi di escursione possibili ed immaginabili. A cavallo, a piedi, in
elicottero o in moto a quattro ruote.
Ma la cosa che più mi è piaciuta è la possibilità per 7$ di vedere un
"vero" rodeo davanti all'hotel.
Nonostante i poveri vitelloni (perché di tori non ce ne erano!!)
avessero già il percorso da recinto a recinto in testa, lo
spettacolo è stato veramente bello.
Cowboys, lazi che volteggiano ovunque, con sullo sfondo il
tramonto che colora tutta la prateria di Bryce.
Come paesaggio non ho mai visto nulla di più bello della zona
circostante Bryce, con quelle classiche nuvole che si trovano in lontananza!
A quel punto Cat Stevens con "Peace Train" sarebbe stata la migliore
sigla per concludere un'esperienza unica, ma con la promessa che un
giorno ci sarei tornato. Lo giuro! |