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Fuggire da Miami, con il traffico della sera, non è mai agevole. Per fortuna a ovest il sole, appena sopra l'orizzonte, crea bellissimi riflessi di rosso nel cielo già tinto di blu cobalto. Ma subito dopo poche decine di miglia vengo proiettato in tutt'altro paesaggio. Per raggiungere le Florida Keys si deve attraversare la sezione est del parco di Everglades, in pratica ciò che rimane delle origini paludose della Florida. Se devo essere sincero non sono un grande amante di rettili e affini, quindi non ho mai visitato questa area naturale. Ma passarci all'interno, al tramonto, è al tempo stesso inquietante e suggestivo. Inquietante perchè mano a mano che si lascia Miami la concentrazione di veicoli crolla verticalmente; inquietante perchè si viaggia su una strada con una corsia per senso di marcia, attorniata solo da palude e stagni; inquietante perchè ogni miglio incontro cartelli con il simbolo che indica possibili attraversamenti di alligatori. In quel momento non oso pensare se dovessi accostare per cambiare un pneumatico. Ma soprattutto suggestivo, perchè si guida con i colori del cielo che scemano piano piano riflettendosi nella palude, creando effetti di luce assolutamente unici. Peccato non averli fotografati, ma fermarsi è veramente avventato, mancando soprattutto piazzole di sosta. Esistono panorami che non possono essere immortalati, che vanno goduti viaggiando e basta.

Nel frattempo la notte, anche se sono solo le sette di sera, ha preso il sopravvento sul tramonto. Non so se capiti ad altre persone, ma quando arrivo in una piccola cittadina con il sole già calato e dove le uniche luci sono i neon delle tavole calde e dei motel, non amerò molto quel luogo. E così è anche per Key Largo. Abbastanza insignificante, costituita da una grande arteria principale che la attraversa per intero. Ma sono sicuro che arrivarci dopo un volo transoceanico e soprattutto di notte rende tutto più amaro. Per fortuna ci aspetta un ottimo hotel, con delle camere che assomigliano di più ad appartamenti. La stanchezza senza dubbio comincia ad affiorare, ma non ho ancora voglia di archiviare questa giornata. Lascio la mia ragazza abbastanza "provata" dai voli in camera e vado a fare un po' di sana esplorazione all'esterno dell'albergo. Appena si lasciano le valige in stanza, quando cioè sai che hai di nuovo un tetto e una porta su cui contare, i colori, anche se di notte, cominciano ad assumere altre tinte. I neon squallidi di pochi minuti prima ora sono più invitanti. Torna il sorriso, ma adesso è veramente il momento di andare a letto; domani ci aspetta una tratta che dovrebbe essere tra le più suggestive d'America.

Al mattino ci svegliamo presto, è troppa la curiosità e al tempo stesso il timore di sapere se fuori splende un sole estivo o altro. Apro la porta e il sole caldo e accecante mi riporta indietro di sei mesi, alle temperature miti di giugno. Uscire in bermuda mi sembra quasi un azzardo, ma appena incrocio altri ospiti della struttura, capisco che è ora di calarsi nella realtà della Florida: sole, svago e mare. Carichiamo i bagagli, non prima di aver fatto un giro nei classici supermercati americani, dove per orientarti (ricordo che siamo solamente a Key Largo) serve una mappa. E ora via, verso Key West. Se devo essere sincero le prime isole delle Florida Keys non offrono nulla in termini di panorami, solo un insieme di case e motel abbarbicate sul bordo della strada che come un coltello taglia tutto in due; ancora sono evidenti gli effetti degli ultimi uragani che si sono abbattuti sulla zona del Golfo. Molte palme sono inclinate e ruspe, presenti un po' ovunque, ammucchiano le fronde e le piante ormai morte. Ma nonostante le ferite degli eventi climatici siano recenti, è impressionante l'organizzazione messa in campo dalle autorità locali. Ovviamente il turismo è il loro pane, ma ci sono più giardinieri all'opera che residenti. Le stesse zone che all'andata vedevo ancora sofferenti per gli uragani, pochi giorni dopo, durante il viaggio di ritorno, erano come nuove; manco fossimo sul set di un grande film con scenografia girevole. Complimenti.

Facendo un passo indietro, mi ero prefissato per la mattina di andare a visitare un parco marino considerato molto belo, il John Pennekamp Coral Reef State Park, ma la voglia di lasciare Key Largo e di arrivare finalmente alla meta di Key West era tanta. Peccato perchè leggevo che Key Largo era il porto principale per queste escursioni in barca verso l'inizio della barriera corallina (l'unica di tutto il nord America) che poi culmina nell'area di Dry Tortugas, al largo di Key West. Il panorama per tutta Key Largo (la più lunga delle isole) e l'adiacente Tavernier è abbastanza monotono, se non fosse per qualche spiraglio di mare che si vede ogni tanto. Ma già arrivando a Islamorada il paesaggio cambia, le abitazioni si diradano a favore dei primi lunghissimi ponti che sembrano finire nel nulla dell'oceano. Attorno a noi si alternano belle ville con molo annesso e macchie di palme, perennemente mosse dalla brezza caraibica. Viaggiare scappottati è veramente stupendo; mano mano che il sole sale la temperatura si alza, rimanendo però sempre secca e piacevole. Pensare che poche ore prima combattevamo con la pioggia mischiata a neve dell'aeroporto di Bologna, sembra quasi tutto un sogno. E' impressionante l'effetto rilassante del sole in pieno inverno, solo dopo poche ore che siamo in Florida ci sembra di essere via da sempre.

La strada intanto scivola via tranquilla con la vista del mare che si apre su tutti i lati, al punto che le onde si infrangono a pochi metri dal ciglio della strada. Le Upper e Lower Matecumbe Key segnano l'inizio dello spettacolo delle (vere) Florida Keys, un paradiso marino fatto da un susseguirsi di ponti a raso del mare, palmeti che costeggiano le carreggiate, gabbiani che volteggiano in cielo. Sarebbe da fermarsi ogni piazzola di sosta per immortalare l'incanto di questa strada, la Route One East. A fianco della strada corre il vecchio ponte, praticamente in disuso, che però permette di vedere lo sforzo di coloro che osarono sfidare l'oceano del golfo, pur di collegare le isole della Florida. L'arrivo nella zona di Marathon, il cuore delle Florida Keys, significa anche la visione di decine di piccole isole nella baia, tutte con nomi curiosi come Conch Keys, Duck Key, Grassy Key, Boot Key, Crawl Key, Pigeon Key e la più grande Long Key. Proprio da quest'ultima si gode di una vista sul ponte che sembra tuffarsi nel vuoto. Anche se il tratto più famoso e affascinante è quello del "seven miles bridge" che partendo da Vaca Key arriva fino a Bahia Honda Key, una delle isole più belle di tutte.

Proprio a Bahia Honda si trova l'omonimo State Park fatto di spiagge di sabbia finissima e con un mare color cobalto. Una fermata di qualche ora è d'obbligo. L'ingresso costa pochi dollari e vi permette di accedere ad alcune delle spiagge più belle di tutti gli Stati Uniti. All'ombra delle palme di Calusa Beach, con il ponte che dipinge l'orizzonte, oppure la spiaggia nella baia opposta con i piccoli atolli che affiorano a poche centinaia di metri dalla battigia. Sarà poi per la sfiducia post uragano, ma ci troviamo praticamente con un parco statale quasi in esclusiva per noi. Peccato che l'acqua del mare non sia della temperatura sperata, ma un paio di tuffi sono comunque possibili. Non è difficile essere sorvolati da bellissimi fenicotteri bianchi, oltre a quelli rosa, famosi in tutta la Florida. Il tempo sembra piano piano dilatarsi e poter affondare i piedi nudi nella sabbia calda e morbida sembra quasi un sogno. Una sosta la consiglio a chi, partendo da Miami al mattino presto sia diretto a Key West; ma anche al contrario chi sia diretto per la serata a Miami. Bisogna tenere presente che la strada è a scorrimento lento, nel senso che non è difficile incontrare traffico; soprattutto alla sera dei fine week end, quando i turisti e i locali rientrano da una giornata in barca o in spiaggia. Quindi calcolate bene i tempi di percorrenza durante la pianificazione del tragitto. Nel frattempo il sole stancamente comincia ad inclinarsi sull'orizzonte, è ora di fare l'ultimo tratto verso Key West.


Giotto
 
 
informations
 
lodging
Holiday Inn
Holiday Inn
1000 W.Route 66
 Florida, US, 86001

125 $ - dicembre 2005
[camera con due king bed]
 
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Bahia Honda State Park - Florida Keys - USA
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