Lasciata
Bennington alle spalle e attraversate le Litchfield Hills abbiamo
fatto rotta prima verso New Haven, nel Connecticut, sede
dell’università di Yale, una delle più prestigiose del Mondo. Da qui
ci siamo diretti verso la costa, verso l’oceano Atlantico. Tutto il
tragitto è molto piacevole, anche perché il Connecticut è uno stato
totalmente immerso nel verde. Guidare in queste terre è veramente
rilassante e fermarsi qua e là per scattare qualche foto è
estremamente semplice, a differenza delle Hwy californiane dove si è
vittime del flusso e finchè questo non finisce o si esce ad uno
svincolo, non ci si può mai fermare! Costeggiare la strada costiera,
dove al largo si intravedevano ancora gli ultimi strali del tifone,
è sempre affascinante. Scogliere ornate da piccoli e tranquilli
porticcioli di pescatori sono all’ordine del giorno. E pensare che a
poche decine di miglia al di là del mare c’è New York City con tutto
il suo fermento e la sua operosità. Già a metà mattinata la strada
fatta era tanta, ma altrettanta ci divideva dalla nostra meta:
Newport nel Rhode Island. Quel poco che conoscevo di questa città
era solo il fatto di essere uno dei porti turistici più famosi e
ricchi degli Usa oltre ad ospitare le residenze delle persone più
facoltose del nuovo continente. Già al momento di prenotare l’hotel
è stato un miracolo trovarne uno che applicasse tariffe “umane”. Ma
in fondo, l’impossibilità di trovare alloggi a buon prezzo è il filo
conduttore di tutto il New England. E’ come una barriera al turismo
di massa. Volete spendere poco? Bene, allora il New England non è
proprio la meta ideale. La gente del posto è diversa da quella
dell’ovest; l’abbigliamento è più classico e ricercato, come anche
la cura della persona ha un ruolo importante. Le masse di obesi
tanto vituperate sui giornali qua sembrano solo un piccolo
spauracchio. Forse il basso livello di stress e l’agiatezza dei
residenti ha permesso tutto questo. Le stesse auto su cui viaggiano
sono di chiara provenienza europea. L’invasione delle giapponesi non
è prerogativa di queste terre.
Come detto prima, il
nostro obiettivo era Newport, dove avrei passato due giornate piene.
Tanto infatti è necessario per poter visitare questa piccola città,
tante volte snobbata dai turisti e anche da me. Mai errore è stato
più grande. Già l’arrivo è stato spettacolare. Infatti arrivando da
ovest sarete obbligati a passare sopra al Newport Bridge; non un
ponte qualsiasi, ma una struttura avveniristica che punta verso il
cielo e dove vi sembrerà letteralmente di volare sopra tutta la
bellissima Narragansett Bay. Arrivando di sera, dalla sommità del
ponte la vista di Newport è stata un’esperienza unica. Questa città
si estende su un basso promontorio proteso un po’ nella baia e un
po’ nell’oceano, deve migliaia di alberi maestri si muovono
all’unisono con le onde del mare. Ma ad aspettarvi non troverete i
classici palazzi di città, ma solo villette e manieri con ampi
parchi che danno direttamente sul mare. Ci troviamo praticamente non
in una città, ma in un’enorme tenuta costituita da bellissime ville
tutte costeggiate da prati perfettamente rasati che fanno da cornice
alle scogliere che difendono la costa dall’oceano. Un gioiello che
non mi aspettavo di visitare, la vera sorpresa del viaggio. Se non
fosse che il vento dell’oceano è sempre abbastanza fresco,
l’automobile sarebbe da lasciare nel parcheggio a favore di una
bicicletta per visitarla tutta. Esistono infatti tutta una serie di
itinerari sia pedonali che per bici che passano letteralmente dentro
le tenute delle ville, al tempo stesso passando a pochi metri dalla
scogliera. E’ possibile anche (a pagamento) effettuare visite
guidate all’interno di ville storiche, come quella, chiamata “The
Breakers” dove risedettero i potenti Vanderbilt, tycoon delle
ferrovie americane. Tutta la camminata che costeggia le ville da una
parte e l’oceano dall’altra è detta “Cliff Walk”; lunga circa 6 km è
una vera manna per gli amanti delle passeggiate rilassanti e
soprattutto per chi vuole con calma scattare delle foto uniche.
Un’altra zona che merita di essere visitata è quella circostante
Fort Adams, dove sono attraccate innumerevoli barche di lusso. Ma la
zona più suggestiva di tutta Newport è quella che si percorre con la
Ocean Drive; tutto un susseguirsi di ville, giardini e scogliere.
Assomiglia alla 17 miles drive di Carmel in California, ma molto più
bella e libera. E’ facile sedersi su uno scoglio e guardare le onde
infrangersi sulla costa mentre gabbiani volteggiano su di uno dei
tanti pescatori. Questa è per me la zona più bella di Newport dove
affrontare il tramonto, dove lasciare che il tempo trascorra senza
paura, dove siete solo voi e il mare sempre in tempesta. Ogni
viaggio dovrebbe lasciare quel qualche cosa che anche a distanza di
tanto tempo vi fa ancora emozionare. Newport mi ha offerto questo.
Ma questa città offre
anche ottimi ristoranti dove poter passare delle belle serate o dove
fare spuntini a pranzo. Tutto l’area composta da Americas Cup Ave,
Mill St, Spring St e Thames St. vi offrirà tantissime scelte per
comprare qualche souvenir o per fermarvi a mangiare. Ma se volete
cenare orientatevi in uno dei ristorantini che si affacciano sulla
baia. Avrete infatti il sole che si tuffa in mare proprio davanti a
voi, regalandovi dei colori unici. Come ho detto prima, dormire a
Newport non è economico; devo dire invece il contrario per quel che
riguarda il mangiare. Il pesce è a buon mercato e un locale vale
l’altro in termini di spesa. Sicuramente non potete mancare di
assaggiare l’aragosta, il piatto tipico di tutto il New England.
Potete gustarla dentro ad un sandwich, nelle fettuccine all’Alfredo
oppure nella classica formula “boiled” cioè solo bollita e servita
con un salse, arnesi e bavaglione anti “schizzi”. La serata
passatela tranquillamente in uno dei tanti locali all’aperto di
Bowen’s Wharf o di Bannister’s Wharf, a pochi passi dal visitor
center. Qui potrete davvero lasciarvi coccolare da ristoranti e pub
fatti su terrazze, da negozietti che vendono dall’abbigliamento
griffato fino ai negozi degli artigiani del posto. La scelta è
veramente infinita, senza però cadere nel kitsch dei centri
commerciali di NY o di Los Angeles. Se posso consigliarvi due ottimi
ristoranti vi cito il Bowen’s Wine Bar & Grill al Bowen’s Wharf
(circa 30$ per un antipasto e un main dish, tutto ovviamente di
pesce). Un altro che invece propone dell’ottima carne allo stesso
prezzo del precedente è il Brick Alley Pub & Restaurant al 140 di
Thames St. |