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Mesa Verde National Park – Taos sono più di quattrocento km, oggi mi aspetta una notevole tratta soprattutto se penso che saranno tutti a scorrimento lento. Lo sapevo già durante la fase di progettazione dell’itinerario di viaggio, quindi una veloce colazione al Far View Lodge e via in auto. Giornata splendida con temperatura mite, nonostante i quasi mille e ottocento metri di altitudine dove ci troviamo. Più macino km e più accorgo di quanto sia verde e rilassante il paesaggio del Colorado; sembra quasi strano pensare che un paio di notti fa mi trovavo nelle lande sterminate e aride della Monument Valley mentre ora navigo tra i valichi delle Montagne Rocciose. La strada scorre comoda tra verdi pendii e chalet, mostrando ogni tanto anche qualche piccolo impianto di risalita; evidentemente in inverno qui di neve ne cade parecchia. Le abitazioni alpine in Colorado sono particolari; tutte contraddistinte da una grande vetrata sulla facciata d’ingresso e orientate in direzione del tramonto, quasi a voler godere dello spettacolo serale.

Pochi minuti e raggiungiamo la cittadina di Durango, forse uno dei nomi più caratteristici di tutto il sudovest. Famosa per la marca di stivali da cowboy, risulta più grande della media dei paesi che ho fino ad ora incontrato nella zona. Una via principale che sembra riportarci ai tempi del selvaggio west e un mega raduno di Harley Davidson che fa da cornice al campo sportivo poco fuori al centro città; mai viste tante custom tutte insieme. Un cartello stradale indica la deviazione verso Farmington; sarebbe stato interessante passarci un paio di notti essendo un crocevia verso qualche interessante location, in primis le Bisti Badlands. Amen, significa che aggiornerò la lista di cosa vedere e cosa fare in un altro futuro viaggio nel sudovest americano. Il paesaggio scorre rilassante scemando dalle vette del Colorado alle colline del New Mexico; vallate alpine lasciano il posto a verdi pascoli. Il traffico, una volta abbandonata la Us 160 del Colorado, si è quasi azzerato e la guida diventa un passatempo; inserisco il cruise control e mi godo lo spettacolo. Il cielo diventa sempre più grigio esaltando il verde dei prati; è facile doversi fermare e attendere che qualche capo di bestiame finisca, stancamente, di attraversare la carreggiata. Più viaggio negli States e più mi accorgo di come accanto alle frenetiche ed isteriche metropoli esistano zone di assoluta tranquillità e pace, aree più o meno estese dove il tempo non ha lo stesso valore che altrove. Questa porzione di New Mexico sembra rimasta immune all’arrivismo americano; giungiamo a Chama dove ci accoglie lo sbuffo di un vecchio treno a vapore che effettua un giro turistico della vallata. Notiamo le classiche famiglie del sudovest, tutte arrivate con il loro pickup extra large, addobbate a festa per un giro sul convoglio dei primi del 1900.

Secondo le mappe non dovrebbe mancare molto a Taos; intanto il tempo prova timidamente a creare qualche squarcio nel cielo. Un interminabile rettilineo ci proietta nel cuore del New Mexico, con all’orizzonte le catene montuose che secondo le foto già viste dovrebbero fungere da cornice a Taos. Immensi pascoli e praterie di fiori gialli che si accendono ai bagliori dei pochi raggi di sole; e pensare che ritenevo il New Mexico una terra dura e arida. E’ il bello degli States, nulla è mai come si credeva e le sorprese (sempre in positivo) sono sempre dietro l’angolo. Un assembramento di vetture e persone che attraversano la strada ci incuriosiscono; ma dove vanno tutti? Siamo arrivati al Rio Grande Gorge Bridge, un ponte sospeso su una profonda fenditura dell’altipiano dove scorre il fiume. Lasciamo l’auto e ci incamminiamo verso il centro del ponte; il salto è agghiacciante, ma lo spettacolo è unico. Anche perché il meteo, molto variabile, crea dei colori che esaltano i particolari delle pareti del canyon. Entriamo a passo d’uomo a Taos, la cittadina è veramente piccola; pochi secondi per accorgerci che il nostro Best Western Kachina Lodge si trova al tempo stesso al limite del centro urbano e in pieno centro. Il tempo di mollare finalmente la vettura nel parcheggio e i bagagli nella tutt’altro che lussuosa camera, e ci lanciamo alla scoperta della città. Peccato che il maltempo si cominci ad accanire con una certa convinzione, rendendo la nostra passeggiata più una ricerca di ripari che un piacere. La sera è già in arrivo e il tempo grigio accorcia le ore di sole; arrivare in una nuova città con condizioni climatiche e meteo ostili è la situazione peggiore, visto che comincio a dubitare sulla bontà di essersi fermati qua. Ma è sempre così, tempo cattivo in vacanza trasformano una bella località in una piccola prigione visto che non si può fare nulla di quanto preventivato. A chiudere il cerchio ci imbattiamo in un ristorante, probabilmente tra i migliori della città, ma non proprio all’altezza in tema di servizio e qualità. Meglio andare a letto.

Come tutti i brutti sogni, prima o poi arriva il dolce risveglio; usciamo dall’hotel e fuori ci aspetta una bellissima giornata soleggiata. Ci incamminiamo subito alla volta del centro di Taos, presso l’Historic Plaza, dove tante costruzioni in stile adobe racchiudono ristoranti e negozi tipici del New Mexico. Le vie tutte intorno sono piene di cafè all’aperto, di botteghe di artigiani, di artisti di strada; col sole la cittadina riprende vita e i turisti ricominciano ad affollare i suoi angoli. Taos sorprende subito per i suoi colori, ma soprattutto per un turismo di livello medio alto. Questa cittadina è da qualche anno ambita meta di villeggiatura e anche di residenza per molti personaggi del jet-set internazionale. Il suo clima mite in estate, la sua pace e privacy in inverno ne fanno un rifugio perfetto. Se a questo si aggiunge il fatto che ci sono più gallerie d’arte che altri locali, si capisce il perché anche dei prezzi dei suoi hotel non proprio modici. L’area che raccoglie più negozi di artisti è quella adiacente il famoso Kit Carson Museum, lungo l’omonima strada. Decidiamo di goderci il pranzo all’aperto, in un bar della zona di Bent Street, dove si concentra maggiormente la vita del paese a pochi passi dalla Plaza. Come in tutto il southwest i ritmi sono molto rilassati, mai frenetici; il relax e la new age sono gli imperativi in questo angolo di New Mexico.

Sfruttiamo il bel tempo e nel pomeriggio ci mettiamo in marcia alla volta del Pueblo de Taos o o come lo chiamano qua “The Place of the Red Willows”. Giusto pochissimi minuti di macchina e dal nostro hotel raggiungiamo questo antico villaggio di nativi indiani tutt’ora abitato; questa è la sua peculiarità più importante. All’ingresso si paga un piccolo importo per il biglietto d’ingresso, ma poi si paga qualcosa anche per ogni macchina fotografica appresso e poi si paga anche per ogni telecamera al seguito; un piccolo cartellino svolazzante viene legato ad ogni apparecchio, ingegnoso. Se devo essere sincero si è un po’ in soggezione, visto che è come se entrassimo nel vostro giardino di casa mentre voi siete in casa; si cammina tra il piccolo e suggestivo cimitero del pueblo fino alle case in adobe costruite una sopra l’altra sotto l’ombra delle montagne. Ci addentriamo con molto rispetto nella piccola chiesetta di San Geronimo; molto curioso come vengono addobbate le navate, fiori e statuette ovunque. Visti i pochi visitatori il pueblo oggi ha anche altre sezioni aperte, solitamente molto riservate. Ci imbattiamo in una famiglia tutta all’opera nello stuccare con erbe e creta la parete di una casa; il contrasto è forte nel vedere un cavo della corrente entrare in una piccola abitazione fatta essenzialmente di terra cotta al sole. Se si passa per Taos una visita al suo pueblo è d’obbligo, sia per i colori, sia per le emozioni di entrare in contatto con la vera America. Intanto la malinconia derivante dalla consapevolezza che ormai mancano pochi giorni al rientro in Italia fa capolino con la serata; domani arriveremo a Santa Fe, passando per l’High Road fatta di piccoli pueblo e chiesette di missionari. Nel frattempo un infuocato tramonto sulle highland del New Mexico ci fa comprendere il perchè del motto "Land of Enchantment".


Giotto
 
 
informations
 
lodging
new mexico - taos - best western kachina lodge
Best Western Kachina Lodge
One Navajo Hill, Box 277
 Taos - New Mexico, NM 81330


145 $ - settembre 2006
[camera con un king bed]
 
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