Se dicessi che Zion National Park mi è piaciuto più di
Yosemite, molti "esperti" dei
parchi americani probabilmente storcerebbero il naso.
Ma questo parco mi ha veramente entusiasmato.
Sarà che provenivo da Las Vegas dove tutto è ostentato, di
facciata; sarà che appena entri nello Utah ti accorgi di essere arrivato
in un altro mondo. La gente nello Utah non ha mai fretta, nessuno
corre; sembra che lo stress non sia stato mai esistito. E' una sensazione strana quella che si prova già a Springdale, la bellissima
e raffinata cittadina che si incontra ad un paio di miglia fuori dal
parco.
Tutti parlano in modo pacato e ti infondono una tranquillità quasi
irreale. Se avete un problema e glielo illustrate, loro con calma
olimpica lo risolvono. Ti accorgi che forse in questa zona hanno
capito che anche i singoli secondi vanno vissuti e assaporati.
Con notevole fortuna sono riuscito a prenotare una camera
allo Zion Lodge. Avevo letto che era un posto molto rinomato per gli americani e nonostante sforassi di poco il mio budget l'ho
prenotato. Ti danno al visitor center un pass da applicare all'auto
che ti permette di percorrere la strada che arriva fino al Lodge, nel cuore del
parco. Il tragitto è come un sogno. Infatti non esiste traffico e al massimo potete incontrare la navetta del parco.
Praticamente siete solo voi, il fiume che scorre silenzioso alla
vostra sinistra e le pareti del canyon sui lati.
Appena si arriva al Lodge ci si accorge che questo hotel è diverso sia
da quelli di Yosemite che da quelli di Bryce, sempre riferendomi a
quelli interni al parco. La pulizia e l'ordine sono sovrani e un
grandissimo prato con sopra un palo con la classica bandiera stella e
strisce sono le prime cose che saltano agli occhi dei turisti.
La clientela è prettamente composta da famiglie e da gruppi di
benestanti anziani americani.
Appena arrivi al bureau, come del resto per tutto il viaggio, speri
che anche questa volta la prenotazione in rete non abbia fatto strani
scherzi. Invece appena dai il tuo nome, senza neanche controllare in
computer, hanno sul bancone la tua prenotazione e la chiave della
camera. Eccellente dico io! Non vi dico la camera. Immensa e con il
terrazzino arredato di poltroncine che danno direttamente sul
panorama. Da classico italiano penso subito: ci dovrà pure essere una pecca!!!
Ancora ripensandoci non l'ho trovata.
Ovviamente non vi dico cosa portarvi nelle escursioni, ma voglio
spendere due righe per il ristorante del Lodge. Ti fanno accomodare su
di una immensa terrazza in legno sormontata dallo splendore del canyon
ai lati e dal fiume proprio davanti. I tavoli sono illuminati da
piccole lanternine che creano un'atmosfera quasi irreale. Sotto al
terrazzo si estende un giardino con erba rasata perfettamente e vi
dico che qualsiasi cosa avessi mangiato, con quel panorama, avrei
affermato che era ottimo. Il locale ha prezzi medi, ma ha una qualità ottima. La
carne che ti propongono è eccelsa. E il bello di questo posto è che
(a differenza del resto d'America) a fine cena puoi tranquillamente
restare a tavola a chiacchierare, senza vederti la
cameriera di turno che ti invita ad andartene. Ricordo che la cosa più bella di
questo posto è il giardino dove di notte (dove la notte significa buio
pesto, almeno finchè la Luna non riesce a sorpassare le cime del
canyon) si affolla di ogni tipo di animale. Cerbiatti, puzzole,
volpi; e poi tanti altri che non conosco neppure vengono vicino ai tuoi piedi a
brucare l'erba. Fantastico.
Non vi dico cosa è quel terrazzone durante la colazione, alla
mattina presto, con i colori dei monti che piano piano si accendono.
La stessa strada che conduce al parco e che attraversa tutta
Springdale è di color rossastro, in modo da non profanare tanta
bellezza. Infatti questo parco (e anche Bryce) nonostante siano
essenzialmente dei Canyon, sono ricchissimi di vegetazione e corsi
d'acqua. Questo crea dei giochi cromatici stupendi tra le rocce rosse
ed il verde della natura. Esistono una miriade di percorsi da fare.
Dai più semplici (ma mai banali) che costeggiano il fiume come il
Riverside Walk, a quelli intermedi (che io ho fatto) degli Emerald
Pools, fino a quelli da professionisti di Angel's Landing che vi porta
sulla sommità del monte (che un giorno vorrei fare).
Quello che mi è piaciuto di più (tra quelli fatti) è stato Emerald Pool. Un percorso diviso su tre livelli che ti porta alla scoperta di anfratti
del monte dove sopra di te cadono piccole cascate e alla ricerca di
piccoli laghetti verdi nascosti dalla vegetazione. E' veramente
bello come percorso, se non fosse che io e la mia ragazza
per poco non finiamo tra le grinfie di un serpente a sonagli nascosto
dietro ad un cespuglio! E' finita bene, e alla fine diventa anche
quella un'esperienza da portare con sè.
A proposito, attenti ai Mountains Lion, cioè al classico Puma. Il
parco è disseminato di questi avvertimenti, ma in fondo un ranger mi
ha confidato che gli avvistamenti sono molto rari.Un parco veramente bello, ma non solo per la natura. Soprattutto per
la tranquillità che le persone del posto ti infondono senza neanche
volerlo. |