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Devils Garden - Escalante, Utah - USA
United States of America flag Utah | USA

Escalante and
Devils Garden

 
Latitude - 37° 35' N
Longitude - 111° 24' W
 

"making my way downtown
walking fast faces pass
and i'm home bound
staring blankly ahead
just making my way
through the crowd
"

Vanessa Carlton
   
september 2006

alla ricerca della solitudine

soundtrack: End of the Road, Eddie Vedder - 2007
 

Chapter

Che giornata, abbiamo visitato Cedar Breaks al mattino e rubato qualche vistapoint di Bryce Canyon National Park a pranzo; ora stiamo percorrendo la Utah 12 Scenic Byway in direzione Escalante. Devo dire che la fortuna mi sta accompagnando ampiamente in questo viaggio; il cielo che poco fa minacciava pioggia è ora completamente terso, fugando ogni dubbio sull’escursione a Devils Garden. Ora l’unico problema, sempre che così possa chiamarsi, è raggiungere Hole in the Rock in tempo utile per permetterci di percorrerla con la luce. La strada è piena di tornanti, tutto un alternarsi di piccole mesa e profondi canyon; il paesaggio cambia continuamente passando da crinali rosso fuoco a badlands color crema, molto simili a quelle viste a Zabriskie Point nella Death Valley. Ci sentiamo quasi disorientati quando ci fermiamo ad ammirare l’orizzonte, nelle frequenti piazzole di sosta, dato il variare così repentino sia del clima sia delle caratteristiche del paesaggio. Se penso che questa mattina ero nel caldo di Kanab, per poi salire oltre a tremila metri di Cedar, poi ridiscesa ai quasi duemila di Bryce e infine nel profondo Utah di Escalante. Assolutamente non posso dire di annoiarmi in questo viaggio. Guardo con ansia il navigatore, dovremmo quasi essere arrivati a Escalante; tra tutti i paesaggi che abbiamo attraversato oggi questo è quello più arido e forte. Un piccolo wash, asciutto da tempo immemore ci accompagna lungo la carreggiata; proprio questo letto di fiume asciutto dovrebbe tra poco avere un piccolo ponte che mi porta all’albergo. Ma di case qui non se ne vedono, sembra quasi un luogo fantasma; siamo alle porte di Escalante e non ho ancora visto un’indicazione di “alloggi” o “ristoranti”. L’importante è ostentare sicurezza, onde evitare reazioni emotive della mia dolce metà. Ma quando le speranze stavano scemando drammaticamente, ecco emergere ai piedi di una piccola collina una strana costruzione; un edificio molto moderno che però si integra con il paesaggio circostante in modo molto armonico.

Qualche svolta su una piccola carrettiera in mezzo alle sterpaglie ed eccoci arrivati; quasi ad aspettarci ci viene incontro un omone alto con la barba bianca che si offre subito di prenderci i bagagli, complimenti per l’accoglienza. In pochi secondi mi accorgo che non ci troviamo in un tradizionale hotel, ma alloggiamo in una casa privata adibita anche a dare ospitalità grazie a qualche camera al piano superiore. L’arredamento interno è meraviglioso, tutto in stile indiano e western al tempo stesso; un grande camino, per fortuna spento considerata l’afa all’esterno, si staglia in mezzo ad un salotto veramente accogliente pieno di libri di fotografie sul southwest. Tutte le pareti della casa sono ornate di bellissimi tappeti indiani e di quadri che raffigurano momenti di vita degli stessi nativi. Ogni oggetto ha però un cartellino, con la classica foto di chi ha creato il prodotto; forse sono in mostra nella speranza che qualcuno li compri. La nostra camera è qualcosa di unico: un grande letto, simile più a un grande cuscino imbottito, occupa la parete sotto a dei bellissimi quadri indiani. Tutto profuma di nuovo, evidentemente devono aver rinnovato i locali da molto poco. Un piccolo balcone dà direttamente sulle badlands circostanti, facendo assomigliare il tutto ad un avamposto sul suolo marziano. Complimenti davvero per l’alloggio, il luogo che pochi minuti prima mi faceva sudare freddo ora si è rivelato uno dei più bei motel che abbia mai visitato negli States. Ma c’è poco da gongolarsi, sono passate da poco le quattro del pomeriggio e siamo ancora in hotel. Scarico tutte le valige e al tempo stesso ricarico il materiale per l’escursione e quello fotografico. Breve sosta lungo la strada nell’ufficio BLM, davvero avveniristico e organizzato, giusto per avere le mappe aggiornate della Hole in the Rock Road e soprattutto sapere la condizione della strada. Un ranger di turno mi illustra come fino a questa mattina si fossero abbattuti forti acquazzoni in tutta l’area, con possibili zone difficilmente transitabili; quindi guidare con più prudenza del dovuto e soprattutto andarci solo se muniti di veicolo attrezzato. Che bello in questi frangenti sentire la Babi chiedermi “cosa ha detto il ranger?” e clamorosamente mentire sulle condizioni stradali. Si riparte; poche miglia e attraversiamo un piccolo centro urbano, talmente piccolo che non ci accorgiamo fosse la famosa città di Escalante. Accidenti, non ho visto neppure una tavola calda mentre attraversavo la “main street”; un problema alla volta, adesso vediamo di trovare l’imbocco per la leggendaria Hole in the Rock. Detto fatto, è veramente ben segnalata e in pochi minuti ci troviamo a viaggiare su un soffice letto di fine sabbia rossa. Sinceramente ci si poteva venire anche con una berlina; appena parlato inizia la festa! Sassi appuntiti prendono il posto della romantica polvere rosa alternando canali di scolo belli profondi a pozze di acqua piovana. Per fortuna nell’altro senso di marcia non c’è nessuno, visto che mi tocca procedere un po’ a zig zag onde evitare di forare o rovinare le sospensioni del nostro Ford Explorer.

A dire il vero non vedo auto neppure davanti o dietro di noi; evidentemente mi sono lanciato troppo tardi, chi doveva partire è già sul posto e chi deve rientrare lo farà poi. Un piccolo tratto di strada “lineare” mi permette di ammirare il paesaggio circostante; stiamo tagliando in due il Grand Staircase, con piccole colline qua e là. Ma siamo davvero da soli in mezzo alla natura; non oso pensare cosa deve essere fare tutta la strada fino al fatidico buco dove ci si congiunge con il Lake Powell. Resta il fatto che Devils Garden, ben indicata da un cartello, la raggiungiamo in una mezz’oretta di strada, una ventina di km in tutto dalla Utah 12. Dalla strada non riesco a vedere ciò che più volte ho ammirato sul sito di Daniele; il tempo di parcheggiare, anche se sono l’unico presente, e si aprono davanti ai nostri occhi delle sculture naturali fuori dal normale. Piccole piattaforme di roccia liscia ospitano dei pinnacoli, anzi dei camini di pietra che si contorcono tra di loro tutti rivolti verso il cielo. Il color crema delle pareti, ogni tanto intervallate da qualche nervatura rosa, si staglia in modo eccezionale col blu profondo del cielo. Alcune rocce sono talmente erose dal vento e dall’acqua che formano degli archi con le arcate così sottili che sembrano voler cadere da un istante all’altro. Ne è un esempio il Metate Arch, bellissima scultura naturale caratterizzata da un doppio arco sottilissimo. E’ come presenziare in un museo a cielo aperto; l’area non è vasta e può essere visitata in poco tempo, ma la curiosità che mi spinge a esplorare e vedere sempre sotto altre prospettive questi pinnacoli potrebbe farmi stare qua tutta la notte. Ogni piattaforma sembra quasi rappresentare dei temi diversi, data la posizione e forma delle sculture di roccia. Sembrano ad esempio dei diavoli le tre rocce sopra una delle piattaforme più lontane dal parcheggio. L’unica cosa che mi frena e rallenta è il terreno; odio i rettili e date le impronte lasciate qui credo ce ne siano parecchi. Quindi un passo alla volta e soprattutto fiato sospeso ogni volta che circumnavigo un cespuglio. Ma con un po’ di calma e attenzione non esistono assolutamente rischi; è bello essere da soli in questi luoghi. Davvero si percepisce il lato buono della solitudine, quello cioè che mi permette di ascoltare i miei pensieri. Molto spesso penso che dovrei passare più tempo con me stesso; il ritmo frenetico della vita e i luoghi stressanti di lavoro troppo spesso rendono sordi verso le nostre anche più piccole richieste. Cosa vedere e cosa fare a Hole in the Rock? Ci vorrebbero almeno tre giorni per visitare tutte le location disseminate lungo le oltre cinquanta miglia di questa backroad; Devils Garden, gli slot canyon di Spooky e Peek-A-Boo giusto per dire i più famosi. Intanto l’ennesimo tramonto del nostro viaggio sta esaltando le tonalità rosa del Devils Garden, che si stagliano in un cielo talmente terso che è blu scuro.

E’ meglio fare rientro alla base, non vorrei dover affrontare la mezzora di sterrato senza luce a sufficienza per evitare qualche sperone di roccia. Il sole alla nostra sinistra comincia a scendere velocemente, ma ormai siamo tornati sulla Hwy 12; ora il problema è dove mangiare. Attraversiamo, in pochi minuti, più volte la Main Street di Escalante; ho un paio indirizzi di ristoranti presi in rete, che classe. Il primo numero civico non esiste più, l’altro invece ha due belle assi di legno inchiodate a x sulla porta. Direi che questa sera la cena sarà più sudata del previsto. Adocchiamo un piccolo market, nascosto tra due ex negozi di abbigliamento; siamo salvi! Ho parlato troppo presto, lo store è praticamente privo di pane, frutta o altro cibo che non abbia milioni di calorie per grammo. Ci avventiamo su l’unico pacchetto di muffin rimasto e in abbinamento prendiamo del succo di frutta; mai successo di non trovare da mangiare in uno store americano, dove di solito devi legarti le mani per non sciogliere la carta di credito. Escalante rappresenta, a quanto ho visto, il paese del profondo west che distrugge vari miti del consumismo americano. Decidiamo di tornare mestamente e sconfitti all’hotel, quando intravediamo sotto un piccolo portico di una casa, un’insegna luminosa che indica “pizza”. Non ci posso credere; un piccolo bar – ristorante, inserito all’interno di un piccolo store di attrezzatura da escursione. Prendiamo posizione in uno dei tre tavoli sul patio, accanto ad una coppia di francesi. Poco dopo si uniscono tre ragazzi che dall’attrezzatura sul loro pickup deduco si devono essere divertiti parecchio in mezzo ai canyon. Non c’è che dire, bar strapieno con sette persone, ma la pizza è commestibile; mi viene da ridere quando dal patio vedo le poche auto che transitano a quest’ora serale lungo la via principale di Escalante alla ricerca o di un hotel o di un ristorante; auguri. Questa lunga giornata sta volgendo al termine con il sottoscritto semi svenuto sulla sedia di un bar quasi fantasma, mentreChapter mangio la pizza più surgelata del mondo, assordato da un silenzio magico mentre fuori il tramonto accende gli ultimi colori del Grand Staircase; stanco, ma felice perché come sempre penso che  alla fine le cose semplici e inaspettate sono sempre le più emozionanti.

  giottoGiotto

 

   
   
 
informazioni

I documenti per poter visitare gli Stati Uniti, o anche solo transitarci per mete successive, variano continuamente. Esistono varie tipologie di passaporti in circolazione, quindi prima di prenotare il viaggio è saggio - le dogane sono rigidissime in materia di formalità burocratiche - informarsi se quello in nostro possesso è adeguato alle vigenti norme. In aggiunta, dal 2009, è stato introdotto un ulteriore modulo, compilabile su form elettronico, l'ESTA. Qui di seguito i riferimenti dell'ambasciata americana.

AMBASCIATA AMERICANA go to...

Modulo elettronico esta go to...

Ulteriori informazio su Viaggiare Sicuri go to...

clima e fuso orario
Nel centro sud dello Utah, lungo la Scenic Byway UT12, si trova la piccola cittadina di Escalante. Poche miglia fuori dal città, sempre lungo la scenic route si trova l'ingresso per l'aspra e affascinante Hole in The Rock Road, all'interno del comprensorio del Grand Staircase - Escalante National Monument. Il fuso orario, come per tutto lo Utah è di -8 ore rispetto all'Italia.
 
cosa vedere - cosa fare
Tutta l'area attorno ad Escalante è piena di piccole gemme, molte volte difficili sia da raggiungere che da esplorare. Bisogna avere buona esperienza con i terreni estremi e con l'utilizzo di mezzi fuoristrada. Una delle vie più belle e affascinanti del southwest è la HOLE IN THE ROCK ROAD, che da Escalante arriva fino al Lake Powell. Ma solo in piccola parte è transitabile con semplici 2wd. Lungo questa strada si possono fare infinite deviazioni, sempre con gli occhi al cielo attenti ad eventuali violenti temporali che genererebbero violenti flash flood. DEVILS GARDEN è da vedere, semplice da raggiungere.
dove dormire

Se si escludono le zone turistiche di TORREY e a ridosso del BRYCE CANYON NATIONAL PARK, la scelta su dove dormire non è così ampia. Qualche piccolo motel sparso qua e là. A ESCALANTE, una buona via di mezzo in termini di strada nella Utah 12, la scelta non è così ampia come possa sembrare. Molti alloggi consigliati dalle guide sono chiusi o dismessi. Ma la sorpresa è questo bellissimo hotel - SLOT CANYON INN - in stile bed and breakfast poche miglia prima del paese. Tutta la struttura è nuovissima, molto elegante e per nulla assomigliante ad un hotel. Sembra piuttosto di dormire in una villa moderna. Gli interni sono meravigliosi, con opere d'arte di nativi un po' ovunque. Elegantissime e di charme le camere da letto. La colazione viene fatta in sala da pranzo, con tutti gli altri ospiti raccolti ad un unico grande tavolo tondo. Una bellissima esperienza, super consigliato. Una delle più belle strutture di tutto il south west.

 
photo gallery
Metate Arch - Hole in the Rock Road, Utah - United States of America
Metate Arch - Hole in the Rock Road, Utah - USA
Devils Garden - Hole in the Rock Road, Utah - United States of America
Devils Garden - Hole in the Rock Road, Utah - USA
Devils Garden - Hole in the Rock Road, Utah - United States of America
Devils Garden - Hole in the Rock Road, Utah - USA
Devils Garden - Hole in the Rock Road, Utah - United States of America
Devils Garden - Hole in the Rock Road, Utah - USA
Devils Garden - Hole in the Rock Road, Utah - United States of America
Devils Garden - Hole in the Rock Road, Utah - USA
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Devils Garden - Hole in the Rock Road, Utah - USA
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