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Santa Fe, New Mexico - USA
United States of America flag New Mexico | USA

Santa Fe

 
Latitude - 35°41' 13'' N
Longitude - 105° 56' 16'' W
 

"La natura ha migliaia e migliaia di colori, e noi ci siamo messi in testa di ridurne la scala solo ad una ventina"

Herman Hesse
   
september 2006

Santa Fe, la villa Real

soundtrack: Blueberry Hill, Fats Domino - 1940
 

Chapter

Ancora poche miglia alla corretta uscita per Santa Fe indicata dal Garmin di Pier; l’escursione da Taos, attraverso l’High Road, ci ha regalato un paio d’ore di panorami montani ricchi di boschi e prati, elementi che obiettivamente non credevo di trovare in New Mexico. La giornata è splendida, con quel classico cielo blu cobalto anche a cavallo di mezzogiorno; ma nonostante le ore centrali della giornata, il clima è piacevolmente fresco. Tutto il New Mexico è avvolto di una luminosità particolare che ne esalta i profili del paesaggio e le linee morbide delle costruzioni adobe; questa strana luce è anche la musa ispiratrice di numerosi pittori e artisti. Sia Santa Fe che Taos possono essere considerati due dei centri più importanti d’America per numero e qualità di gallerie d’arte. Sono più di venti giorni che non incontro tanti svincoli, sono quasi tre settimane che seguo l’unica strada disponibile; e molte volte ho dovuto anche cercarne una, purché praticabile. Quindi uscire dall’highway in mezzo a tanti cartelli e indicazioni mi prende un po’ di sorpresa, come un alieno al primo giorno sulla Terra. Ma Santa Fe non è come Phoenix o Los Angeles, non ci sono grossi flussi di auto e le strade cittadine assomigliano più ai viali italiani invece che alle freeway californiane; meglio.

Avidamente seguiamo le indicazioni del navigatore, visto che in questi frangenti è sicuramente utile; l’hotel dovrebbe trovarsi in centro, ma dire centro in America è in pratica un non senso. Quando prenoto un alloggio e ipotizzo dove si possa trovare, a volte mi sorprendo per accorgermi che alla fine così in centro non era; ecco perché Garmin da una parte e mappa dall’altra, ipotizzando la Plaza come epicentro ideale della città, tifiamo per andare ancora avanti con l’auto. Sorpresi, per una volta, constatiamo che il nostro Governors Inn si trova a ridosso della Plaza stessa. Un albergo di dimensioni contenute, con un arredamento caldo e ricercato, ovviamente con peculiarità stilistiche classiche del New Mexico. Una piccola piscina blu cobalto incastonata nel patio, dove ipotizzo verrà poi servito il breakfast o consumato l’aperitivo, mi riempie gli occhi; in fondo ad un lungo viaggio, lasciarsi coccolare per un paio di giorni è sempre un’ottima scelta. Le camere sono perfettamente rifinite, senza odori da motel; molto d’atmosfera. Complimenti alla morosa che ha scelto questo alloggio; non sempre infatti negli States spendere molto corrisponde ad avere una bella struttura, idem per il contrario. Appoggiamo i bagagli, stipiamo l’auto nel parcheggio riservato e ci lanciamo subito nelle vie di Santa Fe. L’impressione iniziale è eccezionale; nulla delle caotiche e megalomani città americane. I palazzi sono tutti in stile adobe, quindi mai alti più di tre piani; questo depone a favore del paesaggio.

Sullo sfondo si stagliano le montagne Sangre de Cristo, mentre ad ogni angolo di strada è facile imbattersi in qualche chiesa o palazzo in stile barocco o coloniale. Sfogliando una piccola brochure su Santa Fe mi accorgo che in fondo i veri residenti sono poco più di settantamila, un’inezia se rapportato al volume di turisti annui. In effetti le vie sono piene di gente intenta a girovagare tra bei negozi ed eleganti ristoranti; si, perché Santa Fe è molto rinomata per essere oltre che una delle mete più chic degli Stati Uniti, anche una località ricca di eccellenti ristoranti. Si va dai piatti giapponesi a quelli texani, da quelli messicani alle invenzioni di chef provenienti da tutto il mondo. E’ facile imbattersi in star dello spettacolo, visto che i terreni tra Santa Fe e Taos sono meta prediletta come sede per ville e ranch di lusso. Ci fermiamo pochi minuti a fari uno spuntino su una terrazza, mentre ci rilassiamo nel vedere il passeggio più europeo che americano. Ogni via è piena di piccoli e caratteristici cafè; è quindi facile lasciarsi cullare dall’ozio all’ombra di una veranda. Ma il tempo è sempre poco e la voglia di visitare supera ogni tentativo di vacanza della Babi, il che non è poco; in marcia. Dal nostro hotel in pochi minuti di passeggiata si arriva alla “Plaza” cuore storico e culturale della città; un bel giardino centrale ospita oggi una fiera. Decide di allegre bancarelle espongono quadri, sculture e ogni altro oggetto legato all’arte. Se Taos è un centro molto ricco di gallerie, Santa Fe lo è in modo esponenziale; è una cittadina che poggia le proprie basi sul turismo e sull’arte, giusto per intenderci.

A dire il vero in questo viaggio ho potuto apprezzare anche Sedona come elegante località orientata all’arte; vai nel sudovest degli Usa pensando di trovare caldo torrido e zone aride, invece trovi una stagione straordinariamente mite e cittadine votate principalmente alla cultura. Questa è la magia dell’America, non sai mai davvero quello che trovi, neppure se studi e progetti per mesi; la realtà riesce sempre a superare le aspettative. Come sottolineato prima, Santa Fe è da visitare a piedi, solo in questo modo si colgono gli odori e colori caratteristici; esistono numerosi parcheggi, sempre molto costosi, come in tutte le città americane. Esistono mille sfumature da vedere, come i carrettini con appesi i peperoncini rossi e verdi, le bancarelle con copie costose di vasellame indiano. La Plaza è attorniata da numerosi musei, come il Palace of Governors, con i caratteristici mercatini di monili indiani sotto ai suoi portici; oppure a pochi passi è visitabile il Museum of Fine Arts. Se interessa visitare le gallerie d’arte basta recarsi, sempre a piedi e in pochi minuti di piacevole passeggiata, lungo la Canyon Road. Vetrine con oggetti stravaganti e tradizionali rubano l’interesse dei numerosi turisti che ne affollano il passeggio. Rientrando verso il centro molto belle sono, lungo l’Old Santa Fe Trail, la San Miguel Mission risalente addirittura ai primi del 1600. Ovvio che per noi italiani una struttura così “recente” impallidisce d’innanzi al nostro patrimonio artistico, ma negli Usa è difficile qualcosa di più antico. Poco distante da San Miguel si può incontrare la Loretto Chapel, ora facente parte del lussuoso e mastodontico Loretto Hotel.

Ma lo spettacolo più bello lo si può ammirare al tramonto, quando a poche centinaia di metri dalla Plaza la Saint Francis Cathedral riflette si accende dei colori dell’arancio e del rosso; meraviglioso, perché incarna la tranquillità e lo spirito di questo angolo di New Mexico. A Santa Fe è facile fare serata senza neppure accorgersene, tra una passeggiata a Canyon Road e la visita a qualche chiesa delle vecchie missioni. Una zona, sempre in centro, che invece offre una buona scelta di ristoranti è l’area attorno a Guadalupe Street; unquartiere che si sviluppa attorno all’omonima chiesa e che raccoglie pub e ritrovi per studenti, che rimane quindi viva fino a tarda sera. L’altroChapter giorno a Taos credevamo di aver sbagliato ad allungare il viaggio fino a Santa Fe; ora, dopo un indigestione di tramonti e scenari mozzafiato, capiamo di aver sbagliato a non aver visitato prima il New Mexico.

  giottoGiotto

 

   
   
 
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Santa Fe, New Mexico - United States of America
Santa Fe, New Mexico - USA
Santa Fe, New Mexico - United States of America
Santa Fe, New Mexico - USA
Santa Fe - Canyon Road, New Mexico - United States of America
Santa Fe - Canyon Road, New Mexico - USA
Santa Fe, New Mexico - United States of America
Santa Fe, New Mexico - USA
Santa Fe Cathedral, New Mexico - United States of America
Santa Fe Cathedral, New Mexico - USA
Santa Fe Palace Governors, New Mexico - United States of America
Santa Fe Palace Governors, New Mexico - USA